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Torna alla memoria il film "Ben hur"; lo vidi quando cominciavo appena a capire. E' insistente il ricordo di quegli schiavi ai remi, laceri, magri, patiti, il tamburo che cadenza la loro fatica sincronizzandone i movimenti. I Romani, i loro "kapòs", li battevano con le fruste in continuo movimento sulle schiene già ricoperte di piaghe. Mi impressionava la misera, triste situazione di quei meschini, anche se faceva parte di avvenimenti lontani nel tempo, riguardanti uomini del passato. Neppure per un attimo mi era balenato il sospetto che la loro condizione poteva rappresentare anche una visione del mio futuro. Invece, eccomi schiavo,nel 1945, ossessionato dal pensiero che altri ragazzi,vedendo nel futuro un film su Mauthausen, compassioneranno noi deportati senza sospettare a loro volta che uomini sono sempre in agguato a trasformare i loro simili in schiavi.

Vincenzo Pappalettera, sopravvissuto a Mauthausen, da "Tu passerai per il camino"